Parole nuove: i prestiti adattati 

I prestiti adattati sono parole che derivano da una lingua straniera e che vengono adattate alla morfologia dell’italiano, ad esempio con l’aggiunta di -are per i verbi.

I prestiti adattati sono molto usati soprattutto nei linguaggi giovanili e nei registri meno controllati, e, nella stragrande maggioranza dei casi, provengono dall’inglese.

Nell’immagine c’è l’esempio di un’app che ho usato recentemente e che riporta il verbo “tappare” (dall’inglese “to tap”) — per curiosità, il dizionario Zanichelli inserisce “tappare” nei lemmi dell’italiano già nel 2012 con questa definizione: premere col dito o con un’apposita penna sullo schermo di un dispositivo elettronico per inviare un comando.

Le fonti più prolifiche di prestiti adattati sono il mondo del gaming online e l’italiano dei social. Ecco qualche altro esempio: shoppare, killare, blastare, spoilerare, whatsappare, e chi più ne ha più ne metta.

Non sono solo verbi a essere presi in prestito, ma anche nomi e aggettivi, come shottino (bicchierino) e ghostato.

Curiosità: sai qual è un prestito adattato di cui ci siamo dimenticati la provenienza?  Bistecca dall’inglese beefsteak!

Se ti affascinano questi temi, l’Accademia della Crusca ha dedicato una sezione del suo sito alle Parole nuove dell’italiano.

Tra le schede pubblicate si trovano:

  • parole di nuova formazione,
  • parole prese in prestito da altre lingue, oppure
  • parole già circolanti in italiano che non sono ancora state registrate dai dizionari o che sono state inserite solo nelle edizioni più recenti.

Buona esplorazione!

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