Numeri, cause e qualche idea per ritrovare il piacere della lettura
I bambini adorano le storie. Aspettano il momento della buonanotte per farsi leggere un libro, sfogliano con entusiasmo le pagine illustrate, scoprono con avidità il mondo reale ed esplorano quello fantastico.
E poi?
Poi si cresce. Il tempo a disposizione diminuisce, l’attenzione si frammenta e le priorità cambiano. E la lettura — quella fatta per il gusto di leggere, senza obblighi scolastici o professionali — diventa sempre più rara.
Ma cosa succede quando si diventa grandi? E si può fare qualcosa per invertire la rotta?
Leggere: un’abitudine che si perde con l’età
I numeri sono inequivocabili: in Italia, il tempo dedicato alla lettura diminuisce con l’aumentare dell’età.
Secondo i dati più recenti:
- Nel 2025 il 99% dei bambini e ragazzi tra 0 e 14 anni ha letto almeno un libro tattile, un libro a stampa, un e-book, ascoltato un audiolibro, usato un’App con contenuti editoriali, una piattaforma di narrazione sociale. La percentuale scende al 96% se si considerano solo i libri a stampa.1
- La quota maggiore di lettori si osserva tra i giovani fino a 24 anni, con punte più elevate tra gli 11 e i 14 (57,1%). In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze di 11-14 anni, tra le quali più di 6 su 10 hanno letto almeno un libro nell’anno.
- Tra i lettori, il 17,4% legge fino a 3 libri all’anno, il 15,4% da 3 a 11, e solo una piccola parte, il 6,4% legge con regolarità (12 o più libri all’anno).2

Perché leggiamo sempre meno?
1. Meno tempo (o ALMENO così ci sembra)
Lavoro, famiglia, impegni quotidiani: il tempo per leggere si riduce, o forse siamo noi a mettere la lettura in fondo alla nostra lista di priorità.
2. Più distrazioni
La nostra attenzione è costantemente sollecitata da notifiche, messaggi e contenuti veloci e visivi. La lettura richiede concentrazione, silenzio, capacità di restare fermi, qualità rare nella vita adulta.
3. Stanchezza mentale
Dopo una giornata intensa, la tentazione di “non fare nulla” è forte. Leggere, pur essendo un piacere, è un’attività attiva e molto spesso si finisce per cedere ad alternative più passive.
4. Cambiamento di priorità
Da adulti leggiamo meno anche perché spesso siamo costretti a leggere altro durante le nostre giornate lavorative: documenti, email, articoli, report. I libri diventano un lusso, un’attività da tempo libero. E il tempo libero, si sa, è spesso poco e occupato da molto altro.
5. Perdita dell’abitudine
La lettura è un muscolo che, se non viene allenato, si indebolisce. Una volta usciti da scuola o dall’università, dove la lettura faceva parte della routine, è facile dimenticare cosa significhi lasciarsi assorbire completamente da una storia.
Non è solo questione di tempo
Quante volte abbiamo avuto tempo… e non abbiamo letto? La verità è che non basta avere tempo per leggere. Servono anche la voglia, l’energia mentale e il contesto giusto.
Leggere è una scelta: richiede attenzione, calma e la disponibilità a immergersi in qualcosa che non offre gratificazioni immediate — come scrollare i feed dei social — ma lascia una traccia più profonda.
Si può riportare la lettura in primo piano?
Certamente sì e non serve stravolgere la propria routine, basta davvero poco. Ecco qualche consiglio semplicissimo:
- 10 minuti al giorno sono meglio di niente. Qualche pagina al mattino, prima di controllare il telefono, o alla sera per rilassarsi e ridurre lo stress.
- Ascoltare un audiolibro: leggere con le orecchie è comunque leggere. Il vantaggio dell’audiolibro è che si può ascoltare in macchina, camminando a passo veloce, mentre si stira o si rassetta la casa.
- Parlare di libri con altre persone: un gruppo di lettura, un’amica, un post condiviso sui social. Parlare di libri fa venire voglia di leggerli.
- Creare lo spazio adatto: un angolo comodo, una luce calda, una tisana… insomma un rituale che inviti alla lettura è il modo migliore per considerare questa attività come un regalo che facciamo a noi stessi.
Un altro motivo per tornare bambini
Crescere non deve significare smettere di leggere. Anche se la vita adulta ci spinge, a volte senza che ce ne rendiamo conto, a mettere da parte ciò che non è strettamente utile o urgente, dobbiamo ricordare che leggere serve – forse non nell’immediato, ma nel lungo periodo: aiuta a pensare meglio, a osservare con più profondità, a rallentare in un mondo che corre troppo velocemente.
Inoltre, anche solo per qualche pagina, ci ricorda che abbiamo ancora il diritto di godere del piacere di perderci in una storia.
- Fonte: AIE, Il mercato del libro e la lettura tra la popolazione 0-14 anni, 31/03/20205 ↩︎
- Fonte: Istat, Lettura di libri e fruizione delle biblioteche, 18/05/2023 ↩︎


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